Sostenibilità: come rispondere alle crescenti pressioni di banche e mercato

Il paradosso della sostenibilità: perché le norme green diminuiscono ma le richieste da parte di banche e grandi committenze aumentano?

Tra le difficoltà ed i cambiamenti che le PMI si trovano ad affrontare in questo periodo, il contrasto tra le normative meno stringenti in materia di sostenibilità e le crescenti richieste di tali informazioni da parti di grandi clienti e committenti, banche e assicurazioni, può portare a confusione e incertezza su come procedere in questo ambito.

In questo articolo proviamo a fare ordine e a presentare le informazioni utili riguardo alle opportunità che una PMI può cogliere attraverso uno strumento adeguato di Rendicontazione di Sostenibilità, partendo dalle definizioni e dal contesto normativo vigente, presentando gli standard di rendicontazione disponibili e di conseguenza la proposta di Gruppo 2G per una rendicontazione di Sostenibilità che comunichi le informazioni utili per gli stakeholder – in particolare per gli istituti finanziari, assicurativi e le pubbliche amministrazioni con cui si relaziona l’azienda – ma anche per un uso interno, a supporto dei processi decisionali.

 

Partiamo dalle definizioni

ESG (Environmental, Social & Governance): acronimo utilizzato in particolar modo nel mondo finanziario, indica abitualmente il quadro di riferimento utile a valutare gli aspetti ambientali, sociali e di governance di un’azienda o di un investimento e la relativa capacità di generare rendimenti economici a lungo termine.

ESG rating: è una valutazione sintetica, espressa in classi di merito (es. AAA, BBB) o scale comparative, emessa da agenzie specializzate. Combina analisi quantitative e qualitative, con enfasi sul rischio relativo rispetto ai concorrenti di settore.
La valutazione relativa è espressa rispetto all’insieme delle aziende valutate dal rating e dipende quindi dalla distribuzione delle performance di tutte le aziende (es. rating Platinum assegnato al 10% più performante tra le aziende valutate dal rating, non rispetto a tutte le aziende del settore).
Le agenzie che emettono rating ESG sono a loro volta controllate, in quanto il rating deve essere fornito da una società che rispetti il Regolamento (UE) 2024/3005, sulla trasparenza e sull’integrità delle attività di rating ambientale, sociale e di governance (ESG), con effetto dal 02/07/26.

ESG scoring:  assegna punteggi numerici specifici (es. da 1 a 10, o in %) basati su KPI (indicatori chiave di performance) quantitativi di aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG). È spesso usato un processo algoritmico che misura performance assolute su indicatori standardizzati, come emissioni, consumi o indicatori di diversità, di benessere sociale e di conformità.

Sviluppo Sostenibile: «sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri».
Rapporto Brundtland,1987.

Sostenibilità: la compatibilità tra lo sviluppo delle attività economiche e la salvaguardia dell’ambiente e del benessere sociale. La possibilità di assicurare la soddisfazione dei bisogni essenziali comporta la realizzazione di uno sviluppo economico che abbia come finalità principale il rispetto dell’ambiente ed il mantenimento di livelli di benessere sociale adeguati.
La sostenibilità include i fattori ESG, ma partendo da considerazioni di carattere economico, poiché senza una stabilità e una sostenibilità economico-finanziaria nel tempo, non si possono perseguire obiettivi di sostenibilità negli altri ambiti. La sostenibilità non è uno stato immutabile ma è un processo continuo di ricerca di un equilibrio dinamico, continuamente messo in discussione dalle pressioni provenienti dal tentativo di raggiungere obiettivi molteplici e talvolta conflittuali.

Sostenibilità d’impresa: è l’insieme delle politiche aziendali che permettono ad una organizzazione di perseguire una combinazione virtuosa delle tre dimensioni «ESG» dello Sviluppo sostenibile, tenendo in considerazione anche l’impatto economico e finanziario, al fine di raggiungere una situazione di Successo sostenibile.
Grazie alla sostenibilità diventa possibile integrare nella strategia, nei processi e nei prodotti dell’impresa anche considerazioni ambientali e sociali, con l’obiettivo di generare valore per l’azienda e per gli stakeholders, anche in una prospettiva di lungo periodo.

Successo sostenibile: obiettivo che guida l’azione dell’organo di amministrazione e che si sostanzia nella creazione di valore nel lungo termine a beneficio degli azionisti, tenendo conto degli interessi degli altri stakeholder rilevanti per la società.

 

Il Contesto Normativo

La prima direttiva europea in materia di informazioni non finanziarie è stata la Dir. 2014/95/UE “ […] recante modifica della Direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario […] ”, recepita nell’ordinamento italiano con il D.Lgs. 254/2016, è stata sostituita dalla Dir. 2022/2464/UE (c.d. CSRD), a sua volta recepita in Italia dal D.Lgs. 125/2024.

Tuttavia, questa ultima direttiva è stata modificata dalla successiva Dir. 2026/470, denominata “Omnibus I”, che modifica le direttive precedenti su sostenibilità (CSRD) e Due Diligence (Dir. 2024/1760, c.d. CSDDD), rendendo l’obbligo applicabile solo per aziende con più di 1000 dipendenti per la CSRD e più di 5000 dipendenti per la CSDDD.

Contestualmente, per le PMI non quotate, l’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group, associazione internazionale non profit con sede a Bruxelles, fondata nel 2001 dalle principali associazioni professionali europee interessate all’informativa finanziaria), che fornisce consulenza tecnica alla Commissione Europea, a dicembre 2024 ha pubblicato, a livello dell’Unione Europea, lo standard Volontario per le Piccole e Medie Imprese (VSME).

In Italia, sempre a dicembre 2024, il “Tavolo per il coordinamento sulla finanza sostenibile” ha pubblicato il documento “DIALOGO DI SOSTENIBILITA’ TRA PMI E BANCHE” per standardizzare le informazioni in materia di sostenibilità richieste dagli istituti finanziari e assicurativi italiani alle PMI, con l’obiettivo di agevolare il cammino delle PMI verso la rendicontazione di sostenibilità volontaria.
Il Tavolo è promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e composto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB), dall’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) e dalla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP).

 

Da GRI a VSME: come cambia lo standard

Lo standard GRI e la modalità di selezione delle informazioni da rendicontare

A livello internazionale, già nel 2000 sono state pubblicate dall’ente indipendente Global Reporting Initiative (GRI) delle linee guida di rendicontazione non finanziaria, che dal 2016 sono state formalizzate come Standard, suddivisi in gruppi di informative a seconda degli argomenti trattati: GRI 200 per le informazioni societarie di carattere economico e di governo dell’impresa (Governance), GRI 300 per le informazioni di tipo ambientale e climatico (Environmental) e GRI 400 per le informazioni riguardo al benessere sociale e al rispetto dei diritti umani e dei lavoratori (Social).

Per stabilire quali informazioni rendicontare secondo gli standard GRI, l’azienda svolge un’analisi di Materialità, che si articola nelle seguenti fasi:

  • L’azienda identifica quali informazioni siano pertinenti alle attività che svolge e di conseguenza individua i temi potenzialmente rilevanti, su cui andranno rendicontate le informazioni di sostenibilità specifiche per ciascun tema, tra tutte le informazioni presenti nello standard GRI;
  • Seleziona quindi i propri stakeholder rilevanti, assegna a ciascuno di questi un peso per le valutazioni che questo presenterà e, attraverso un’indagine, chiede a ciascuno di essi quali tra i temi potenzialmente rilevanti per l’azienda siano i temi rilevanti per gli stakeholders coinvolti;
  • Una volta individuati i temi rilevanti sia per l’azienda sia per gli stakeholders, viene richiesta una valutazione relativa (es. da 1 a 10) di importanza di ciascun tema, sia dal punto di vista interno dell’azienda sia da quello degli stakeholders – le valutazioni di questi ultimi sono pesate in base all’importanza di ciascuno stakeholder per l’azienda e poi aggregate – in modo da ottenere due valutazioni di materialità per ciascun tema potenzialmente rilevante, da confrontare con una soglia di materialità (es. > 5/10) fissata dall’azienda prima di sottoporre i temi alle valutazioni degli stakeholders;
  • Incrociando le valutazioni aziendali con le medie ponderate delle valutazioni degli stakeholders, viene elaborata una Matrice di Materialità, una rappresentazione grafica che mostra quali sono i temi più rilevanti sia per l’azienda sia per gli stakeholders, ovvero i temi che ottengono da entrambe le parti un punteggio pari o superiore alla soglia di materialità fissata dall’azienda.

I temi così individuati dall’analisi di materialità sono considerati i Temi Materiali, e quindi solo questi temi devono essere rendicontati dall’azienda secondo le informative specifiche fornite dallo standard GRI. L’azienda può comunque rendicontare volontariamente le informazioni riguardo a un tema che non sia stato valutato come materiale dagli stakeholders, spiegando l’importanza delle informazioni dal punto di vista dell’azienda stessa.

Il cambiamento di rendicontazione con lo standard VSME

Lo standard EFRAG – VSME, pensato per semplificare la rendicontazione delle informazioni di sostenibilità per le PMI, adotta un approccio diverso per scegliere i temi da rendicontare: non viene più svolta un’analisi di materialità che coinvolga gli stakeholders, bensì l’azienda è tenuta a rendicontare informazioni su tutti i temi che compongono lo standard, diviso in 11 informative nel modulo Base richieste a tutte le PMI e 9 informative nel modulo Comprensivo, di cui è probabile che banche, investitori e clienti aziendali facciano richiesta.

L’impresa può decidere di omettere le informazioni riguardanti una specifica informativa (in tutto o in parte), ma è tenuta a giustificare l’omissione in una sezione dedicata all’interno del documento di Rendicontazione di Sostenibilità; le ragioni di omissione sono riassunte nella seguente tabella:

Ragioni di omissione Spiegazione obbligatoria da riportare nella RdS
Non Applicabile L’informativa non è applicabile alla natura, dimensione o attività dell’impresa, in quanto non rilevante per il modello operativo o per il settore di riferimento.
Dato Non Disponibile L’informazione non è attualmente disponibile nei sistemi aziendali o nei processi di raccolta dati.
Omissione per Proporzionalità In linea con il principio di proporzionalità previsto dallo standard EFRAG-VSME, la Società ha scelto di non riportare il dato in quanto l’onere di raccolta risulterebbe non proporzionato rispetto al valore informativo generato.
Dato Sensibile o Classificato (in casi limitati) Alcune informazioni possono non essere divulgate (anche se rilevanti) qualora possano violare vincoli di riservatezza o risultino essere dati sensibili per ragioni di tipo commerciale o strategico.

 

Tutte le informative che non hanno motivo di essere omesse devono essere rendicontate secondo lo standard VSME in un documento completo che comprenda tutte queste informazioni.

Le informative richieste dal VSME sono più semplici rispetto a quelle del GRI e contengono una quantità minore di informazioni da ricercare, fornendo indicazioni ed esempi per una raccolta dati più agevole e meno onerosa, più adatta alle esigenze informative ed alle capacità delle PMI.

 

La proposta di Gruppo 2G: EFRAG VSME + Dialogo PMI-Banche

Gruppo 2G dal 2018 ha avviato e supportato la redazione volontaria della Dichiarazione di carattere Non Finanziario (c.d. DNF), secondo quanto previsto dal D.Lgs. 254/2016, per diverse PMI.

Dal 2025 l’offerta si è arricchita con la possibilità di redigere la rendicontazione volontaria di sostenibilità secondo lo standard Europeo VSME, combinato con le informazioni che possono essere richieste in particolare alle imprese italiane, contenute nel documento “DIALOGO DI SOSTENIBILITA’ TRA PMI E BANCHE”.

La redazione del documento è supportata e guidata da procedure che formalizzano le fasi di:

  • definizione di un Modello di Business e degli aspetti ESG che sono compresi e affrontati nelle proprie attività,
  • valutazione dei rischi aziendali – inclusi i rischi in ambiti ESG e di sostenibilità – secondo il framework Enterprise Risk Management (ERM, elaborato dall’ente indipendente CoSo),
  • raccolta e analisi dei dati necessari per la rendicontazione di sostenibilità.

Queste procedure forniscono evidenza di come sono state raccolte ed analizzate le informazioni utilizzate per redigere la rendicontazione di sostenibilità, e risultano necessarie per sostenere un’eventuale asseverazione volontaria del documento da parte di un Revisore qualificato indipendente.

 

I vantaggi della Rendicontazione di Sostenibilità

L’organizzazione dei dati aziendali ad uso interno e a supporto dei processi decisionali

Una rendicontazione di sostenibilità completa e strutturata adeguatamente permette all’azienda di tenere sotto controllo diversi indicatori rilevanti, utili non solo per conoscere gli aspetti di sostenibilità legati alla realtà aziendale, ma anche per supportare le decisioni interne, commerciali e strategiche.

La comunicazione verso gli stakeholders esterni

Il documento fornisce informazioni utili e complete a diverse categorie di stakeholders, che possono ottenere una visione complessiva dell’azienda, delle sue attività e dei passi avanti compiuti verso una maggiore sostenibilità delle stesse.
Inoltre, il documento è strutturato per contenere le informazioni solitamente richieste dai questionari ESG che vengono inviati da banche, enti finanziari o grandi clienti, i quali raccolgono dati per rendere conto della sostenibilità della propria catena di fornitura, o anche solo per svolgere valutazioni interne sulla sostenibilità dell’azienda analizzata.

Le informazioni richieste dalle banche

Le Linee Guida pubblicate dall’EBA (European Banking Authority) sulla gestione dei rischi ESG si applicano dall’11 gennaio 2026 per istituti di grandi dimensioni (e dall’11 gennaio 2027 per istituti piccoli e non complessi). I requisiti principali sono:

  • Integrazione dei rischi ESG nei quadri relativi a credito, mercato, operazioni e liquidità.
  • Valutazioni di materialità annuali (o semestrali per enti più piccoli).
  • Piani di transizione obbligatori allineati con obiettivi neutralità climatica UE entro 2050, con orizzonti temporali oltre 10 anni.

Per soddisfare queste linee guida, le banche stanno progressivamente integrando i criteri ESG nei processi di valutazione del merito creditizio e nella costruzione del rapporto fiduciario con le PMI:

+ La presenza di una “rendicontazione societaria di sostenibilità”, anche volontaria, diventa elemento premiante nelle valutazioni e nei rating elaborati dalla banca;

+ La chiarezza del CdA rispetto agli obiettivi ambientali e sociali è considerata indice di solidità strategica;

+ I finanziamenti “green”, le garanzie pubbliche e i fondi agevolati vengono concessi con preferenza ad imprese con una “governance ESG” attiva.

 

Rivolgiti agli esperti di Gruppo 2G

Stai valutando la redazione della Rendicontazione volontaria di Sostenibilità della tua azienda? Siamo a disposizione per un confronto:
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Articolo a cura di Francesco Demichelis – Sustainability Consultant Gruppo 2G